Vangelo di Sabato 1 Ottobre (Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo)
I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: «Signore, anche i demòni si
sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse: «Io vedevo satana cadere dal cielo come
la folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e
sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potrà danneggiare. Non rallegratevi però
perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti
nei cieli».
In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: «Io ti rendo lode,
Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e
le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto. Ogni cosa mi è stata
affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non
il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare».
E volgendosi ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi
vedete. Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma
non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non l'udirono».
(Luca 10,17-24)
La festa di Santa Teresa di Gesù Bambino ci mette oggi davanti una pagina del Vangelo
che non solo è la chiave di lettura di tutta la sua vita, ma che ci ricorda anche che per poter capire questo brano evangelico bisogna guardare proprio all’esperienza di questa piccola e immensa santa carmelitana.
L’intuizione che lo Spirito dà a questa ragazza è comprendere che tutta la forza della fede risiede nel farsi piccoli.
I piccoli sono i veri depositari del regno, sono i veri protagonisti dell’amore di Dio, sono coloro che sperimentano fin da subito la potenza della vita eterna perché si sentono al sicuro nelle mani di Chi li ama:
Se solo provassimo anche solo un giorno a vivere affidandoci completamente alle mani di Dio sperimenteremmo una pace che forse non abbiamo mai sperimentato nella vita.
Tutta l’opera del male è fornirci costantemente argomenti per non fidarci, per vivere sulla difensiva, per salvarci da soli. Lo Spirito, invece, grida costantemente dentro di noi “Abbà, Padre!” (Rm 8,14).
L’infanzia spirituale è far prevalere in noi questa voce contro tutte le altre voci che ci dicono invece che siamo soli e senza nessuno che possa salvarci.
Chi crede a quest’amore accetta di farsi piccolo perché è proprio in quella piccolezza che
si manifesta l’onnipotenza di Dio.