Torniamo nella cattedrale di Roma, più precisamente nel Battistero di San Giovanni in Laterano. Coloro che avevano ricevuto il Battesimo la notte di Pasqua, in questo giorno, dopo il Vespro, deponevano la veste bianca. Da qui viene l’appellativo “in albis (vestibus)”. I neo-battezzati ricevevano anche un “agnus Dei”, piccolo medaglione di cera con impressa l’immagine dell’Agnello di Dio.
Il Battistero di San Giovanni in Laterano è un edificio ottagonale di epoca costantiniana, che sorge a fianco della basilica. Lo stesso imperatore Costantino avrebbe ricevuto qui il Battesimo. È stato ritoccato più volte e adattato ai gusti delle varie epoche, ma mai stravolto.
Nel secolo V, il Battistero di San Giovanni in Laterano assume la sua struttura definitiva e da allora è sempre stato operante. A quest'epoca risalgono le tre cappelle sui lati est, ovest e nord (quest’ultima eliminata nel 1586). Nel secolo VII papa Giovanni IV, di origine dalmata, creò una nuova cappella per accogliere le reliquie dei santi della sua terra, in particolare Venanzio e Domnione, da cui l’intitolazione della Cappella stessa.
A partire dal secolo XII l’atrio del Battistero di San Giovanni accolse le reliquie di alcuni martiri. Le absidiole si trasformarono nelle cappelle dei santi Cipriano e Giustina e delle sante Rufina e Seconda. Alla fine del secolo XIII è databile la Madonna con Bambino, nota come “Madonna del Fonte”, nella Cappella di San Venanzio.
Noi non possiamo tacere
quello che abbiamo visto e ascoltato
At 4,20
* In collaborazione con l’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato di Roma