Non sta né in cielo né in terra, si dice. E significa che qualcosa è proprio intollerabile, fuori da ogni categoria comprensibile e accettabile. Perchè, come c’insegna Amleto, «ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, che non sogni la tua filosofia»: per aria e per le strade accadono più meraviglie belle e tremende di quanto la fantasia possa immaginare.
Coi nostri suggerimenti settimanali, proviamo a farvi navigare in direzioni diverse di spazio, di tempo e di argomenti. La bussola giusta è una curiosità animata dalla voglia di paragonare il proprio vissuto con ogni altra cosa vivente.
Shakespeare parlò di noi scrivendo di Romeo e Giulietta, Otello e Macbeth; ospitò nelle sue parole le somme virtù e i grandi vizi con cui ci svegliamo ogni mattina. Quegli stessi occhi con cui c’interroghiamo sulle nuove e aberranti frontiere della genitorialità e sulla buona vecchia avventura dell’adozione; o magari sono gli occhi esperti di un inviato internazionale, capaci di orientare il nostro giudizio in mezzo ai grandi eventi della storia contemporanea.
Sono, infine, gli occhi dei nostri figli a cui offriamo un atlante del cielo, cioè la voglia di stare a testa in su per non smettere di stupirsi delle stelle, del creato infinito a cui apparteniamo.